Una voce creata al computer la chiama ogni settimana, la ascolta, si ricorda di tutto. A Lei arriva la sua voce. A lei arriva il suo libro.
È stato lui a insegnarmi ad andare in bicicletta, Bruno. Sulla strada dell'argine, col portapacchi che mi entrava nella schiena.
Sono caduta tre volte. La terza, lui ha riso, e anch'io. Soldi non ce n'erano, ma si rideva.
La sagra era a Caerano. Ci andavamo in bicicletta con la Gina. Cioè, io la bicicletta non ce l'avevo. Era lei che mi portava sul portapacchi.
Bruno era lì, contro il muro, con la sigaretta. Non mi ha guardata per tutta la sera. Mi sono detta: peggio per lui.
Dimostrazione, voce sintetica, parole inventate. Le famiglie sentono la loro vera madre, con il suo consenso.
È stato lui a insegnarmi ad andare in bicicletta, Bruno. Sulla strada dell'argine, col portapacchi che mi entrava nella schiena. Sono caduta tre volte. La terza, lui ha riso, e anch'io. Soldi non ce n'erano, ma si rideva.
Sempre lo stesso numero, la stessa voce. Da quindici a venti minuti.
La settimana dopo riprende da dove si erano fermate.
Fin dalla prima settimana. Noi non aggiungiamo niente.


Rilegge il suo libro per intero, su carta, prima di Lei.
A caratteri grandi, a casa sua, con una matita. Corregge, toglie quello che vuole. Solo dopo, il libro arriva a Lei.
Sceglie dopo la seconda chiamata, mai prima.

Si interrompe quando vuole, con rimborso in proporzione alle chiamate rimanenti. È già in prova? Scelga qui.